Caravaggio: "Bacco"

“L’Oriente non è una regione che si può trovare sui nostri atlanti, ma è ciò che ci consente di orientarsci se appena poniamo in altro modo la questione” (H. Corbin)

Nell’esperienza estetica se non si attua una trasformazione creativa utile al mondo esterno, si realizza una modificazione della propria condizione soggettiva; in un certo senso si riuncia ad agire per esperire, nella sua generatività, il processo interiore dell’agire;  si sprofonda in sè per riemergere con una visione del mondo modificata.

L’esperienza esistenziale svincolata dalla necessità di soddisfare i bisogni immediati, peculiare degli stati di introversione creativa, oppure di godimento dei sensi,  così come avviene naturalmente con il cibo, il sesso e la visione delle immagini,  fa emergere la coscienza sensoriale dell’individuo che riflette sul significato analogico e poi simbolico delle sensazioni.

Nella sua dimensione quotidiana la coscienza sensoriale condivisa  “informa” qualsiasi tradizione popolare e si estrinseca nei proverbi, nelle storie e nelle leggende legate ai luoghi, ai cibi, alla natura e alle sensazioni e alle riflessioni ad esse associate, fondamento della saggezza razionale e intuitiva della cultura legata ai cicli della natura.

Velazquez dipinge Bacco nel gesto di incoronare il mondo contadino, mentre Caravaggio come emblema di una possibile trasformazione della percezione sensoriale in intuizione razionale dei legami  sottili (il suono, i profumi, le sensazioni tattili, il gusto e l’odore delle cose) che le immagini stabiliscono con il sistema dell’intuizione.  Nel cervello avviene un secondo livello di categorizzazione delle sensazioni  in grado di generare non soltanto il gusto personale, ma anche il senso edonistico ed estetico che hanno la funzione di guidare istintivamente l’individuo nella scoperta delle affinità elettive e delle risonanze psichiche, emotive e mentali con il mondo  naturale, artistico e culturale.

L’introversione del senso estetico, per cui generalemente si sceglie il bello di per sè e conforme ai gusti, produce un ulteriore intervallo di tempo (la distillazione sensoriale) che conduce, nell’arco i di alcuni anni trascorsi in “oriente”  (fantasia, immaginazione, sintesi delle immagini)  a sciogliere il “nodo” dell’indenficazione con il punto di vista personale. Ciò significa che si inizia a comprendere il punto di vista generale e le opinioni che possono influenzare e modificare la propria visione del mondo.

Tramite l’Arte è possibile sperimentare, direttamente e indirettamente, la modificazione del punto di vista soggettivo;  l’individuo creativo si libera dalle catene dell’immediato a cui lo legano i suoi bisogni e le sue pulsioni, si scioglie dai vincoli, dalle paure, dai timori e dalle ansie suscitate dalla percezione contingente.

La “distillazione” delle impressioni (il calice divino)  e la “macerazione” del senso comune (la frutta bacata)  descrive il  percorso della trasformazione dei sentimenti  particolari in sentimenti  individuali  in cui sono presenti “nuclei di riflessione” che arrichiscono l’autocoscienza di  nuovi contenuti.

La coscienza sensoriale individualizzata (Bacco), in cui appare una netta classificazione dei sentimenti del bello e del brutto, dell’amore o dell’odio, del piacere o della ripulsa, ma non per questo influenzano la percezione delle cose, forgia una propria personale e originale visione del mondo che è nel contempo creativa e riflessiva, intuitiva e razionale, contingente e preveggente.

Sono queste le doti che Afrodite dona ad Arianna, emblema di un processo di  introversione della percezione sensoriale in grado di sviluppare una comprensione razionale degli istinti e delle pulsioni psichiche che dominano la natura umana, e di individuare nei simboli della libido affermativa (il Minotauro) l’origine di ogni fenomeno degenerativo della coscienza. E’ tramite una lunga matassa di conoscenze sensoriali maturate dall’anima che è possibile  “dipanare” il filo della percezione simbolica in grado di guidare l’io sperimentatore (Teseo) all’interno del labirinto psichico che conduce al cuore dell’inconscio creativo per  liberarlo dalla libido egocentrica, dal mostro che si nutre della coscienza e della creatività altrui (le sette fanciulle).

L’arte della percezione simbolica, coinvolgendo le facoltà creative dell’emisfero destro di “traguardare” il futuro tramite simboli, riti e sacrifici dell’Io (l’Oriente), spinge  l’artista all’interno delle costellazioni in cui sono rintracciabili gli archetipi della coscienza individuale e collettiva  (Arianna viene lanciata da Bacco nel cielo). Di ritorno dall’India, dove Bacco/Dioniso celebra il trionfo del sacrificio iniziatico dell’Io, Bacco si congiunge con Arianna per generare una nuova costellazione di significati, metafora dell’originalità e particolarità dell’individuo che evolve dal contenimento dell’azione, dall’inibizione della pulsione sessuale ed estetica che si orienta in senso inverso rispetto alle norme prestabilite, fidandosi unicamente dei propri sensi.