MADRE MISERICORDIOSA

La formazione dell’Io e il suo rafforzamento in termini di coscienza, integrità, costanza, coerenza, affidabilità, senso pratico e propensione ad operare “sacrifici” in vista di un futuro migliore, qualità tutte ascrivibili al modello della Vergine, dipende dalla capacità di integrare “la funzione psicologica collettiva” con la “funzione psicologica individuale” che evolve dalla consapevolezza  degli istinti e dei bisogni, delle pulsioni e delle necessità, delle passioni e dei desideri che rappresentano il flusso dell’energia libidica da cui traspare la volontà di apparire e di affermarsi nel mondo in quanto personalità dotata di ego, volontà e fantasie da soddisfare.

La sintesi tra “funzione psicologica collettiva” e “funzione psicologica individuale” è codificata nell’archetipo della “Madre misericordiosa” realizzato da Piero della Francesca. La struttura della composizione riunisce sotto un unico mantello i quattro archetipi dell’anima di relazione che saranno protagonisti dei processi fondamentali di trasformazione della “prima materia” (Sè inconscio) in consapevolezza di sè (Anima maschile) e consapevolezza di relazione (Animus femminile).

Lo schema delle quattro coppie riprende una concezione che deriva  dai culti delle divinità dell’Olimpo e dei relativi  principi femminili di traformazione dell’energia sessuale nell’amore coniugale (Hestia), nella creatività concessa dall’arte della percezione (Afrodite), nella coscienza sociale che presiede alla formazione delle regole della convivenza (Minerva) e infine nella conoscenza dei rapporti simbolici che la psiche femminile instaura con la libido maschile (Pallade Atena).

Madre Misericordiosa “avverte” e quindi “trasmette”, a chi è in grado di comprendere il significato evolutivo dei rapporti d’amore, un processo psicologico complesso, articolato in quattro tempi distinti (la piccola croce), in cui è possibile imparare a contenere, inibire, sublimare e annullare la libido (i quattro uomini) e la pulsione psichica (le quattro donne), al fine di espandere, secondo il principio della conservazione dell’energia psichica, le sei “potenze femminili e maschili” che strutturano il “Trono della Vergine”.

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