Raffaello: "Trasfigurazione"

Arte e Yoga si trovano alle estremità di uno stesso  processo di trasformazione della mente che si compie attraverso l’assorbimento in ciò che si sta facendo, la meditazione, la contemplazione, la purificazione e la padronanza di sè.

Quando il guru impone la mano sopra il capo del discepolo trasmette una suggestione ipnotica che ha il potere di modellare e trasmutare la mente secondo un preciso codice di sviluppo.  Gli esperti di ipnosi sperimentano sugli schizofrenici  il potere di influenzare, suggestionare e manipolare  la loro mente con il semplice  gesto di una mano associato al tono della voce.

A questo scopo vengono utilizzati schemi ripetitivi  che hanno l’effetto di addormentare la mente conscia  e di far emergere la mente inconscia, considerata dai mistici l’involucro ideale  su cui innescare il lavoro di “trasmutazione metallica” del piombo saturnino nell’Oro della mente che il discepolo (la Vergine) dovrà compiere dentro se stesso.

Il mantra produce un effetto ipnotico che conduce a uno stato di profondo rilassamento e assorbimento nella mente inconscia,  ma lo stesso effetto si ottiene durante la preghiera o immergendosi nel proprio lavoro, perseguendo così  la regola benedettina “hora et labora”.  Per la sua capacità intrinseca di operare con la mente inconscia l’artista rappresenta  l’archetipo della Vergine in grado di esplorare ed espandere le potenzialità della mente e di portare a compimento la  ”perforazione” delle cinque membrane  che condurranno infine a “trasfigurare” nella Mente Assoluta, la mente perfetta in grado di “innalzarsi” dal mondo della materia e di  entrare in contatto con gli strati  più profondi della psiche  (arte nigrescente), della coscienza (arte rubescente) e dell’intelletto intuitivo (arte albescente).

A questo proposito non si può non riflettere sul significato dell’evento della  ”Trasfigurazione di Cristo” sul  Monte Tabor dopo aver miracolato il malato di mente  schizofrenico dalla nascita. Dopo essersi allontanato dai tre discepoli, metafora di un triplice processo di purificazione della mente istintiva (tamas) , di trasmutazione della mente creativa (rajas)  e di trasformazione della mente cognitiva  (sattva) nella luce raggiante che contraddistingue l’ espansione dell’anima (l’energia spirituale) fuori dal corpo,  Cristo si innalza verso il cielo e comunica con il Profeta Elia  e con Mosè.

Il significato dell’evento corrisponde allo stadio finale di penetrazione nella “mente inconscia collettiva” dove regnano  gli archetipi delle mente che emergono dai processi di contenimento della pulsione istintiva in autocoscienza (Mosè e le tavole della Legge) e di trasformazione dell’energia sessuale nei poteri della telepatia e della chiaroveggenza (Elia sale al cielo sopra un carro di fuoco).